Tra i tanti insetti alieni arrivati in Italia negli ultimi anni c’è anche un apoideo solitario poco conosciuto: Megachile (Callomegachile) sculpturalis Smith, un’ape della famiglia dei Megachilidi.

Quest’ape solitaria piuttosto grande, con dimensioni comprese fra 13 e 25 mm, di colore nero con peluria gialla sul torace, è stata ritrovata per la prima volta in Italia nel 2009 a Verbania.

Si tratta di un apoideo originario dell’Estremo oriente (Cina, Giappone e Sud Est Asiatico) che sta colonizzando la costa orientale del continente nordamericano e che ora si sta diffondendo anche in Europa.

Dal ritrovamento in Piemonte del 2009 sono stati individuati e catturati negli ultimi anni altri esemplari anche in Veneto e segnalati in altre zone d’Italia. 

Nel 2013 è stato fatto uno studio sulle sue attività di nidificazione e sulla sua dieta, condotto sempre a Verbania da ricercatori del Crea, del dipartimento di Scienze veterinarie di Pisa e dell’Istituto superiore Cobianchi di Verbania e pubblicato su Bulletin of Insectology (qui il testo in inglese).

Ancora non sono chiare le modalità con cui si è diffusa in Italia, se il suo arrivo sia dovuto ad una singola importazione o a più eventi cocomitanti, se sia arrivata dalla zona d’origine dell’Estremo Oriente oppure da uno altro paese.

Sebbene le api siano generalmente considerate insetti utili, quelle aliene come Megachile sculpturalis possono provocare parecchi problemi ecologici:

  • solitamente un insetto alieno provoca uno squilibrio nell’ecosistema delle aree invase per la competizione con le specie locali per le fonti di approvvigionamento (nettare e polline) o per i siti di nidificazione (fori e fusti cavi).
  • Le specie aliene sono spesso più prolifiche di quelle autoctone perché meno soggette alla pressione di antagonisti naturali, ciò ne amplifica il potenziale invasivo e la capacità di diffondersi nell’ambiente.
  • Nel caso delle api, quelle esotiche spesso favoriscono la proliferazione delle piante esotiche, perché le preferiscono come fonti alimentari; nel caso della Megachile sculpturalis sembra sia favorita la Sophora japonica.
  • Da ultimo, ma non per importanza, le specie aliene spesso portano con sé nuovi patogeni che, una volta attaccate le specie locali che non sono equipaggiate per affrontarli, possono avere esiti funesti. Questo è esattamente ciò che è successo negli anni ’80 con la varroa e, più recentemente, con Nosema ceranae, entrambi trasmessi alla nostra ape da miele dalla specie asiatica Apis cerana.

Il CREA agricoltura e ambiente ha lanciato un appello per cercare di mappare la presenza di questa ape, così come delle altre api selvatiche, al fine di condurre studi genetici e morfologici sulla popolazione presente nel nostro paese.

Quest’ape è facilmente riconoscibile per le sue dimensioni, per il colore nero dell’addome e per il torace ricoperto di peluria gialla.

Nel caso di avvistamenti, segnalare a www.beewatching.it o per email a info@beewatching.it